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L’incontro con Titeuf

TiteufDi nuovo al parco!

Se i primi momenti sono stati duri, oggi la strada verso quell’oasi di pace mi sembra molto meno pericolosa
e difficile, forse e’ solo questione di tempo ma i pericoli che vedevo ieri sembrano affievolirsi una zampa dopo l’altra.
I piccoli riti quotidiani, sempre costanti e uguali a se’ stessi mi rendono ogni giorno piu’ sicura di me e anche se quelle creature di metallo mi spaventano sempre un po’, cerco di farmi forza sulle zampe e andare avanti.

Oggi pero’, anziche’ tediarvi con le mie angoscie vorrei raccontarvi di un incontro un po’ particolare.
Non avevo mai visto nessun’altro della mia specie fuorche’ i miei fratelli e il mitico Solo e che sorpresa e’ stata per me scoprire Titeuf!
Titeuf e’ un bassotto blue della Guascogna (Basset Blue de Gascogne) alto una quarantina di centimetri scarsa completamente macchiettato di nero e bianco, con dei meravigliosi riflessi blu ardesia, due occhioni bruni un po’ infossati dall’espressione dolce e malinconica allo stesso tempo.
Mi venne incontro trotterellando con passo deciso, altero e fiero delle sue nobili origini guascone e con l’aria di uno che sa come va il mondo.
Il suo aspetto ed il suo portamento mi hanno davvero stupefatta, tanto che quasi non mi sono accorta dei suoi saluti deferenti.
Dopo i primi convenevoli abbiamo passeggiato per il parco e’ stato davvero interessante sentire i suoi racconti.
Mi ha spiegato di come arrivo’ qui dalla Francia a bordo di un treno, un mezzo di trapsorto che usano gli uomini per spostarsi lungo distanze a me inimmaginabili.

Aveva all’incirca la mia eta’ quando fu adottato dalla sua famiglia umana e da allora vive con loro sereno. Quando gli chiesi, devo dire con poco garbo, del suo strano aspetto mi rispose:

“Vedi Alifa, tanto tanto tempo fa, alla fine del XIX secolo, alcuni cacciatori dell’ovest crearono la mia stirpe per dare la caccia alle lepri ed ai conigli e questo istinto e’ presente ancora anche nel mio sangue tanto che ti devo confessare che spesso la voglia di correre dietro qualche piccola bestiola e’ davvero irresistibile.”


Seduta sulle zampe posteriori ed assorta nel racconto mi accorgo che Titeuf distoglie lo sguardo ed a un cenno della sua padrona le zompetta incontro e salutandomi con un “uof” ben intonato si allontana.

Che tipo strano Titof, sara’ divertente ascoltare i suoi racconti nei prossimi giorni.

Adesso e’ tempo di fare la pappa.

Bau!

alifa Avventure di Alifa, Racconti

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