La casa natia

Eccoci che si parte, direzione paese natale!
Salgo in macchina, ormai ci sto facendo l’abitudine, e nonstante la becera musica di sottofondo cerco di rilassarmi.
Man man che passano i minuti comincio a provare una sensazione familiare, gli alberi e le case che scorrono di lato mi fanno sentir voglia di mamma.
Quando e’ ora di scendere si accende una lampadina nella mia testa, l’odore del luogo lo riconosco benissimo e la mia coda, seppur piccola, comincia a muoversi da sola.
Sono tornata da Boris! Qui passai i miei primi giorni di vita, dei quali sinceramente non ho ricordi lucidi, solo una strana sensazione di calore, un gusto di metallo arrugginito sulla lingua e il profumo di mamma nel naso.
E’ proprio Boris sulla soglia ad accogliermi, senza rendermene conto comincio a saltare piu’ in alto che posso per festeggiare l’incontro. Libera nel giardino, mi aggiro alla ricerca di sapori quasi dimenticati che mi travolgono ad ogni respiro.
Purtroppo , nonostante la piacevole situazione, la mamma non c’e’. Chissa se un giorno la rivedro’, se la riconoscero’ tra mille e se ricevero’ da lei una di quelle amorose musate?
Inebriata dall’erba mi rotolo felice; un salto in braccio a Ivan e si riparte.
a presto Boris, ci vediamo il mese prossimo!










