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ZTP Oviglio

6 giugno 2009

Alifa e la piccola di MonicaE’ da quando ho deciso di prendermi cura della piccola Alifa che ci stavo pensando:

Alifa Al Farkadain del Fiorsilva diventera’ una dobermann D.O.C?

Per saperlo non avevo altra scelta che prendermi la briga di scavare nei meandri della rete in cerca degli appassionati della razza e passare a vedere cosa combinano nel mondo reale.

Attraverso la newsletter del sito ufficiale dell’A.I.A.D. (Associazione italiana amatori Dobermann) vengo a sapere che ci sara’ una prova ZTP (Zucht Tauglichkeits Prüfung) ovvero una prova di idoneità alla riproduzione ad Oviglio in provincia di Alessandria. Le informazioni sono decisamente stringate, un luogo ed una data, punto.

Nessun orario, nessun contatto.
Ho decisamente l’impressione di trovarmi di fronte ad un messaggio scambiato tra eletti, della serie se sei del giro non hai bisogno di chiedere, se non lo sei non hai bisogno di sapere.turista

Poco male, ho infilato il costume da turista: calzoncini, camicia hawaiana, macchina fotografica al collo, cappello di paglia e l’immancabile  cocktail con ombrellino e sono partito, il peggio che poteva capitarmi era di essere preso a pedate e scacciato in malo modo, si sa che i turisti non sono sempre i benvenuti :P

Dopo un’oretta di autostrada spazzata da un vento allucinante, giungo a destinazione e chiedo informazioni al miglior conoscitore degli eventi di zona (il benzinaio del paese) che mi indica con sicurezza ed entusiasmo il campo sportivo a poche decine di metri dall’ingresso del paese.

Parcheggio, ed insieme alla “patussina” ci piazziamo davanti al cancello del campo con la stessa espressione che hanno quei pensionati che trovi a bordo strada dopo che ti hanno tamponato in auto, pronti a ficcare il naso negli affari degli altri solo perche’ non hanno nulla di meglio da fare tutto il giorno.

img_0367Veniamo accolti in modo cortese da Diego Superina, un noto e, a quanto mi hanno detto, estremamente bravo figurante e senza indugi e soprattutto senza sapere con chi stavo parlando, calo la maschera, chiudo l’ombrellino di legno e mi paleso come un dannato ficcanaso.

Diego mi avvisa che per problemi tecnici la prova ZTP e’ saltata, ma se gradiamo assistere agli allenamenti io e la piccola siamo i benvenuti, colgo l’occasione al balzo e mi accuccio in un angolo appena fuori tiro.

In attesa degli eventi mi accingo a fare due chiacchiere con Monica, un’allevatrice di dobermann della zona.

Monica mi viene incontro con una dei suoi gioiellini, quatro mesi di cucciolotta con i dentini da latte che stanno venendo via, situazione che io e Alifa ben conosciamo!

Alifa fa subito amicizia e scambia qualche affettuosita’ sotto la panchina su cui noi grandi siamo seduti a parlottare.

Molto gentile e disponibile a rendermi edotto su cio’ che sta avvenendo in campo Monica sembra anche decisamente paziente nel rispondere alle mie domande da novellino, soprattutto mi tranquillizza facendomi capire che pur essendo lo ZTP una prova che non  necessita di un addestramento intenso per essere affrontata, tutto cio’ che si fa con il cane si fa con la massima attenzione e cura verso l’animale.
Ogni dettaglio e’ curato per stimolarlo in modo positivo, attraverso il gioco e l’istinto predatorio, senza mai creare il benche’ minimo trauma fisico o psicologico.

Chiacchiera dopo chiacchiera senza nemmeno rendercene conto ci troviamo in campo anche noi.

Pochi minuti di gioco con un bel salsicciotto imbottitto e vedo Alifa trasformarsi, eccitata e scodinzolante nel cercare di acchiapparlo, felice e fiera nel portarlo in giro per il campo, si mostrava a tutti  impettitta con la sua tipica espressione in cerca di complimenti, conscia di aver fatto un ottimo lavoro.

Per essere stata la nostra prima esperienza, seppur breve e fugace, devo ammettere di aver trovato note decisamente positive.

Vedremo come andra’ avanti, appuntamento al prossimo 18 Luglio. Il luogo ancora non lo conosco, e per ulteriori dettagli chissa’ se ne trovero’ :)

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Dragon Age Origins: I Cani Mabari

18 maggio 2009
mabari concept

mabari concept

Per chi non lo sapesse Dragon Age Origins e’ un videogioco che uscira’ sul mercato nel prossimo autunno 2009  edito da BioWare, casa famosa per gli amanti del genere RPG (gioco di ruolo) per titoli come Baldur’s Gate e Neverwinter Nights, titoli  che hanno fatto epoca.

Il giocatore si trovera’ in un mondo popolato di strane creature e terribili mostri dal sapore tipicamente fantasy;  alla guida di un manipolo di eroi, pronti a combattere a suon di spade magiche e spettacolari magie, dovra’, come sempre accade in ogni buon racconto d’avventura, dare la caccia al cattivone di turno e sconfiggerlo per sempre. (O almeno fino al prossimo episodio della serie?)

Non vi parlero’ pero’ della grafica eccezionale, almeno a quanto si puo’ vedere dai video pubblicati finora, ne’ esaminero’ nel dettaglio gli apsetti ludici del titolo in questione, d’altro canto questo non e’ un blog di recensioni per videogames e ci farei solo una brutta figura a lanciarmi in disamine tecniche. :)

Vi parlero’ invece di uno dei personaggi che accompagneranno il nostro eroe durante questa magnifica avventura.

mabari hound

mabari hound

Bioware ha infatti pochi giorni fa’ rilasciato un aggiornamento sul proprio sito descrivendo cosi’ i cani Mabari:

I cani sono un pezzo essenziale della cultura Ferelden, e tra tutti, i piu’ pregiati risultano i Mabari. Questa razza e’ antica quanto il mito stesso: Si dice che tragga la sua discendenza direttamente dai lupi che servirono l’eroe leggendario, Dane.  Apprezzati per la loro intelligenza e per la loro fedelta’, questi cani sono molto piu’ di una semplice arma da guerra o uno status symbol. I Mabari sono soliti  scegliere i loro padroni (e non il contrario N.d.r.) e gli rimangono fedeli per la vita. Avere un Mabari al proprio fianco permette di essere riconosciuti da subito in tutta Ferelden come uomini di grande valore.

I Mabari giocano un ruolo essenziale nelle strategie militari di Ferelden. Ben addestrati possono facilmente arrecare grossi danni alla cavalleria cosi’ come alla fanteria, e’ ben noto infatti il panico che un branco di cani da guerra Mabari puo’ instillare anche nei veterani piu’ rudi con i loro ululati  e i loro ringhi.

Questa notizia ha gia’ scatenato i fan piu’ accaniti sul  forum ufficiale del gioco che stanno tempestando di domande gli sviluppatori, c’e’ chi chiede se se ne potra’ avere piu’ d’ uno, c’e chi si lancia nel chiedere quali abilita’ potranno sfoggiare e chi piu’ prosaicamente ha gia’ deciso che nome dara’ al proprio pet fatto di pixel.

Dal canto mio il nome e’ gia’ deciso… spero solo che sia femmina :)

N.B. Il gioco uscira’ sia per PC che per Console (PS3 e Xbox360).

Video:

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Il dobermann impazzisce?

12 maggio 2009

Leggenda metropolitana:


Ma e’ vero che in un’eta’ compresa tra i 4 e i 6 anni, ci sono ottime probabilita’ che ad un dobermann il cervello cresca piu’ della scatola cranica che lo contiene e di conseguenza impazzisca diventando improvvisamente aggressivo e pericoloso?

Normalmente questa e’ la seconda domanda che mi viene posta quando Alifa incontra qualcuno totalmente all’oscuro di cosa sia un cane ed in particolare un dobermann, (la prima domanda e’ relativa al taglio delle orecchie!!!).
Ho sempre considerato queste persone completamente incapaci di usare il proprio di cervello, tanto grosso quanto inutile, e ho notato anche che il sotto vuoto spinto della loro mente e’ direttamente proporzionale alla loro permalosita’.

Credo quindi che buona parte di loro, con buona pace del resto del genere umano, non giungera’ a leggere fin qui per capire come stanno le cose.

La domanda che pone la leggenda metropolitana e’ decisamente posta male, ma se partiamo dal presupposto che ogni leggenda porta con se’ un fondo di verita’, allora diventa doveroso scoprire da dove trae origine o almeno provarci.

Per prima cosa cerchiamo di scoprire in che epoca questa leggenda ha cominciato ad apparire.
Si tratta di una storia tramandata oralmente della quale non vi e’ traccia, o almeno io non sono riuscito a trovarla in alcun testo scritto.
So pero’ che mio padre, all’inizio degli anni 70 ne era gia’ a conoscienza.
In second’ordine cerchiamo di capire se esite un fattore che possa provocare una sorta di pazzia nei cani .

Cio’ che piu’ si avvicina a quella che tra umani definiremmo con “pazzia” e’ quella forma di aggressivita‘ chiamata “idiopatica” che si manifesta in modo improvviso e senza alcun motivo scatenante apparente.
Vi sono parecchi studi a riguardo, ma sembra che siano ancora lontani dal capire quale sia la patologia che provoca questa aggressivita’ improvvisa; le teorie piu’ accreditate vogliono che si tratti di distimia bipolare ovvero lesioni a livello cerebrale, in particolare idrocefalie congenite o acquisite.

Trapped! Chi puo’ soffrire di questa patologia?


Secondo il dottor P. Neville le razze piu’ predisposte sarebbero i cocker spaniel, in particolare i fulvi, i mastiff dei pirenei e i bull terrier inglesi, mentre negli yorkshire terrier e jack russell terrier si sono manifestati solo casi sporadici.  Secondo il dottor Benjamin Hart i piu’ colpiti sarebbero invece dobermann, pastore tedesco, bovaro del bernese e bovaro delle fiandre.
[Benjamin Hart - The Behaviour of Domestic Animals  W. H. Freeman &Co., 1985]

Si noti come questo tipo di patologia piu’ che una predisposizione razziale si manifesta secondo una discendenza familiare, ossia segue delle linee di sangue, questo significa che l’aumento del numero di casi di certe malattie avviene per lo piu’ quando il mercato richiede un numero estremamente alto di esemplari rispetto alla media e allevatori privi di scrupoli e professionalita’ si cimentano nei piu’ improbabili accoppiamenti pur di portare a casa qualche quattrino.

Ma allora perche’ la leggenda parla solo di dobermann?La gang dei Dobermann

Per tutta un serie di motivi che provero’ ad elencare.
All’inizio degli anni 70, circa tra il 1971 e il 1977 gli esemplari di dobermann in Italia passarono da 394 a 6161, almeno quelli iscritti all’albo.
All’epoca era il cane di moda, il non plus ultra del cane da guardia e da difesa, il terrore dei giardini, un potente golem evocato a difesa della proprieta’.
Esattamente come accade oggi per i Pitt Bull Terrier e come capito’ un paio di decadi fa per i rottweiler chiunque sentisse il bisogno di una “macchina da guerra” al proprio servizio e contemporaneamente si ritrovava con grossi problemi legati alla propria sessualita’ ( forse sarebbe meglio dire “piccoli problemi”) si comprava un dobermann. Questa moda porto’ un vero flagello nella razza, una quantita’ di esemplari squilibrati, trattati nel peggiore dei modi, percossi, mantenuti alla catena e resi appositamenti aggressivi cominciarono a popolare il nostro paese.
Questo fu sicuramente il motivo principale della diffusione della leggenda.

Per fortuna questo scempio non duro’ a lungo, e grazie soprattuto all’inestimabile lavoro dell’AIAD
la razza dobermann e’ tornata in breve tempo ai suoi antichi splendori.
La moda duro’ una decina d’anni e dal 1978 al 1983 gli esemplari si ridussero da 5808 a 1404.

amazing_dobermansUn secondo ed importante fattore che procuro’ fama imperitura a questa leggenda fu senz’altro Hollywood; oggi diremmo i media!.
A partirire dal 1972 con l’ormai cult movie “la gang dei dobermann” proliferarono tutta una serie di B-Movie con i nostri amati come terribili protagonisti. La gang dei dobermann colpisce ancora del 1973, Il supercolpo dei 5 dobermann d’oro del 1976, Zoltan il cane di Dracula del 1978 e mille altri, tanto che mi stupisco di non aver trovato qualche commistione con i film di Kung-Fu!!
A questi non dimentichiamo di aggiungere lo sterminato elenco di ogni dannatissimo film con i Nazisti, che non si facevano certo mancare un bel branco di ferocissimi dobermann pronti a mostrare i loro dentacci a chiunque gli passasse sotto il naso.
Il piu’ celebre credo proprio fosse I ragazzi venuti dal Brasile del 1978 dove si racconta del Dottor Josef Mengele che ,scappato in sud america dopo la vittoria degli alleati sul nazismo, cercava attraverso esperimenti di clonazione di far rivivere il Fhurer.

Ecco allora che gli ingredienti per la leggenda metropolitana cominciano tutti ad affiorare: Ignoranza, superstizione, paura dell’ignoto e ricordando che una menzogna ripetuta cento volte diventa una verita’ assoluta si capisce come la leggenda abbia avuto inizio e purtroppo difficilmente avra’ fine.

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Arrivederci Biagio

11 aprile 2009

Ciao Biagio, sei stato un compagno fedele e premuroso per il tuo padrone ed un ottimo amico per il mio cucciolo Mizar.

Ti auguro di ritrovarli entrambi e di passare il resto del tuo tempo insieme a loro.

Un giorno, sono certo, ci rivedremo e giocheremo di nuovo insieme.

Un abbraccio.

Ivan

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Il cane nell’antichita’

25 marzo 2009

Cane e uomo, un binomio che vive e lavora insieme da millenni.
Le origini del cane sono un tema discusso sul quale solo recentemente si e’ potuto fare chiarezza.
Grazie a particolari ricerche scientifiche sul DNA dei lupi si e’ venuto a sapere che la differenza tra il patrimonio genetico del cane e quello del lupo e’ solo del 2%, esattamente la medesima differenza che corre tra l’uomo ed alcuni primati superiori; questo dato risulta quindi in contrasto con le teorie che vogliono il cane discendere da una molteplicita’ di specie diverse.

L’intenzione di questa serie di articoli pero’ non vuole esaminare quelle che sono le origini biologiche del cane, quanto piuttosto scoprire quanto forte sia sempre stato il legame tra l’uomo ed il suo migliore amico attraverso la testimonianze raccolte da fonti eterogenee.

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Vista dorsale di a: un cane di Goyet b+c Teschi di lupo

Vista dorsale di a: un cane di Goyet b+c: Teschi di lupo

I primi esempi di cani addomesticati sembrano risalire ad un’epoca estremamente remota: gli ultimi studi portati avanti da  Dienkes e John Hawks farebbero risalire a 31,700 anni fa i resti  ritrovati in Belgio nella grotta di Goyet.

Questa scoperta, se confermata da ulteriori riscontri, sarebbe estremamente interessante poiche’ porterebbe avanti l’ipotesi di sostanziali differenze tra i Neanderthaliani e i popoli del primo paleolitico superiore e porterebbe ad un salto di circa 17.700 anni indietro la prima domesticazione canina, addirittura prima della renna, animale che finora detiene il record di piu’ antica creatura domestica.

Sembra infatti che la renna venne addomesticata nel periodo Magdaleniano, periodo che va dai 20000 ai 10000 anni fa, quando probabilmente le antiche popolazioni europee si spostavano seguendo le grandi mandrie, utilizzando le renne per la produzione di latte e per cibarsene, una simbiosi utile anche alle stesse renne che vedevano cosi’ ridurre il numero di predatori attorno a loro.

Sepoltura Natufiana

Sepoltura Natufiana

La prima testimonianza di un legame nuovo, più profondo, tra uomo e cane, lo troviamo nella cultura natufiana, risalente a 12000 anni fa, lo stretto legame con questo animale è evidente in una tomba del sito di Ain Mallaha, nella parte settentrionale di Israele, datata intorno a 12.000 anni fa, in cui un uomo anziano accarezza un giovane cane con la mano sinistra.

Saltiamo qualche millennio per ritrovarci nell’antico Egitto.
Fin dall’epoca predinastica durante il periodo di Naqada II (3500-3000 BC) ritroviamo
rappresentazioni murali (Asmolean Palette e Hunting Palette) con cani come protagonisti.

Il cane ha sempre avuto un ruolo molto particolare nella cultura egiziana; pur non avendo mai potuto raggiungere la popolarita’ e l’importanza del “nemico” gatto, occupava sia la posizione di subalterno che quella di divinita’ degli inferi, una duplicita’ raramente riscontrata in altre culture.
Nonostante nella vita quotidiana i cani non fossero tanto amati quanto i gatti, li ritroviamo comunque mummificati nelle tombe dei loro padroni e a volte addirittura posti all’interno delle loro bare.

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Gli esempi piu’ numerosi di convivenza nell’antichita’ li troviamo sicuramente all’interno della civilta’ romana.
Importati prima da Alessandro Magno dall’India e acquisiti poi tra i confini dell’impero romano fanno la loro comparsa i molossi, utilizzati sia per la caccia che nelle arene sono diventati sempre piu’ presenti nelle case romane.
Famosi sono i  mosaici pompeiani che ritraggono cani di ogni sorta con la dicitura usata ancor oggi fuori dagli ingressi delle nostre case: Cave Canem (Attenti al Cane).
Furono poi i romani ad attivare per primi in modo sistematico ed organzizzato la raccolta di cani di razza da utilizzare per i piu’ disparati scopi e ad introdurre un primo abbozzo di classificazione delle razze dividendo i cani in tre categorie principali: Canes vanatici, Canes pastorales e Canes villatici.

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If dogs run free

25 marzo 2009

If Dogs Run Free

If dogs run free, then why not we
Across the swooping plain?
My ears hear a symphony
Of two mules, trains and rain.
The best is always yet to come,
That’s what they explain to me.
Just do your thing, you’ll be king,
If dogs run free.

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If dogs run free, why not me
Across the swamp of time?
My mind weaves a symphony
And tapestry of rhyme.
Oh, winds which rush my tale to thee
So it may flow and be,
To each his own, it’s all unknown,
If dogs run free.

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If dogs run free, then what must be,
Must be, and that is all.
True love can make a blade of grass
Stand up straight and tall.
In harmony with the cosmic sea,
True love needs no company,
It can cure the soul, it can make it whole,
If dogs run free.

Copyright ©1970 Big Sky Music

Se i cani corrono liberi

Se i cani corrono liberi, allora perchè noi no
attraverso la pianura che digrada?
Le mie orecchie acolta una sinfonia
di due muli, treni e pioggia.
Il meglio deve ancora venire,
questo e’ cio’ che mi spiegano.
Fà ciò che devi e sarai re.
Se i cani corrono liberi.

Se i cani corrono liberi, perchè io no
attraverso le paludi del tempo?
La mia mente tesse una sinfonia
ed un arazzo di versi.
Oh, i venti che spingono impetuosamente
la mia storia verso di te
Così lei può scorrere ed essere,
Ad ognuno il suo, tutto è sconosciuto,
se i cani corrono liberi

Se i cani corrono liberi, allora quello che deve essere,  deve essere, e questo è tutto.
Il vero amore può far sì che un filo d’erba cresca dritto ed alto.
In armonia con il mare cosmico
il vero amore non ha bisogno di compagnia,
può lenire l’anima, può renderla completa,
se i cani corrono liberi.

Parole e Musica Bob Dylan

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Il mio terzo mese

23 marzo 2009
Frenesia di Alifa
Frenesia di Alifa

Oggi compio tre mesi. Mi sembra una data degna da ricordare.

Negli ultimi giorni la vita si e’ fatta frenetica ma tutto sommato regolare, pensavo le cose fossero piu’ facili nel mondo esterno, ma evidentemente mi sbagliavo. Ho conosciuto un sacco di persone, tante e cosi’ in fretta che a fatica ricordo il loro odore. Alcune pero’ devo dire hanno lasciato una certa impronta sul mio naso.

Vi raccontero’ della Zia Lella, l’unica che riesce ad attivare al massimo la  mia sconfinata voglia di fare casino, adoro saltarle addosso e mangiare i suoi capelli, leccarle la faccia e correrle attorno, ha un modo di fare estremamente divertente!

Poi ci sono gli amici di Ivan, arrivati alla spicciolata, uno di loro, dall’altezza smisurata ha addirittura portato un peluche di carne e ossa, odorava di latte e di buono. Lo chiamano Claudio. Ero un po’ imbarazzata, avrei voluto leccarlo da cima a fondo per sentire un po’ com’era, ma l’occasione non e’ stata propizia, mi riprometto una seconda passata appena lo incontro di nuovo.

In ultime, ma  solo in ordine di tempo, tre fanciulle, passate come un temporale estivo in un caldo pomeriggio, all’imbrunire  sono scomparse nel nulla cosi’ come sono arrivate, cariche di feste e di coccole, piene di entusiasmo al solo vedermi, come se aspettassero da tempo di potermi abbracciare.

A tutti quelli che ho incontrato e a cui non dedico oggi qualche riga, non si dispiacciano e non siano tristi, avremo occasione di conoscerci piu’ a fondo presto.

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Ode al Cane – Un animale a sei zampe.

20 marzo 2009
Alifa mentre sogna

Alifa mentre sogna

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Con questo articolo inauguriamo la sezione dedicata alla poesia!

Cominciamo con la mia preferita, Ode al cane, di Pablo Neruda (Parral, 12 luglio 1904 – Santiago, 23 settembre 1973)

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.Ode Al Cane

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Ode al cane

Il cane mi domanda
e non rispondo.
Salta, corre pei campi e mi domanda
senza parlare
e i suoi occhi
sono due richieste umide, due fiamme
liquide che interrogano
e io non rispondo,
non rispondo perche’
non so, non posso dir nulla.
In campo aperto andiamo
uomo e cane.

Brillano le foglie come
se qualcuno
le avesse baciate
a una a una,
sorgono dal suolo
tutte le arance
a collocare
piccoli planetari
su alberi rotondi
come la notte, e verdi,
e noi, uomo e cane, andiamo
a fiutare il mondo, a scuotere il trifoglio,
nella campagna cilena,
fra le limpide dita di settembre.

Il cane si ferma,
insegue le api,
salta l’acqua trepida,
ascolta lontanissimi
latrati,
orina sopra un sasso,
e mi porta la punta del suo muso,
a me, come un regalo.
E’ la sua freschezza affettuosa,
la comunicazione del suo affetto,
e proprio li’ mi chiese
con i suoi due occhi,
perche’ e’ giorno, perche’ verra’ la notte,
perche’ la primavera
non porto’ nella sua canestra
nulla
per i cani randagi,
tranne inutili fiori,
fiori, fiori e fiori.
E cosi’ m’interroga
il cane
e io non rispondo.

Andiamo
uomo e cane uniti
dal mattino verde,
dall’incitante solitudine vuota nella quale solo noi
esistiamo,
questa unita’ fra cane con rugiada
e il poeta del bosco,
perche’ non esiste l’uccello nascosto,
ne’ il fiore segreto,
ma solo trilli e profumi
per i due compagni:
un mondo inumidito
dalle distillazioni della notte,
una galleria verde e poi
un gran prato,
una raffica di vento aranciato,
il sussurro delle radici,
la vita che procede,
e l’antica amicizia,
la felicita’
d’essere cane e d’essere uomo
trasformata
in un solo animale
che cammina muovendo
sei zampe
e una coda
con rugiada.

Non sono certo adatto a far un commento degno, credo pero’ che chi ha dato solo uno sguardo al proprio compagno non ha potuto non sentirsi pervaso da tutte quelle domande.

L’impotenza che mi prende quando un cane mi chiede “Perche’?”  mi lascia sempre sbigottito e non mi rimane che accarezzarlo e fargli capire con un gesto lieve e tranquillo che questa e’ la vita, bella e crudele allo stesso tempo, che le domande che si pone in fondo sono le stesse che mi pongo io  e che, sfortunato lui, di risposte non ne ho, neanche una.

i diritti delle poesie citate sono dei rispettivi autori.

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Alifa giorno zero

20 marzo 2009

Questo articolo sarebbe dovuto essere il primo di questo blog ma cosi’ non e’ stato.

Un po’ per scaramanzia, un po’ per pudore, ho iniziato a scrivere di Lei solo il giorno in cui e’ entrata definitivamente nella mia vita.

Il video qui sotto qualcuno lo ha gia’ visto, qualcuno ancora no, ma mi piace l’idea di avere un ricordo di quando Alifa era ancora solo un’idea,  un po’ come un romanzo che nasce nella mente di un autore e ancora non ha ne’  capo ne’ coda.

Alifa non lo sa, ma era gia’ nel mio cuore prima ancora di venire alla luce; e’ nata il 23 di dicembre del 2008 D.C. e come in un racconto di Charles Dickens ho saputo della sua nascita il giorno di Natale.

Da allora ho atteso di poterla incontrare per riconoscerla tra mille (otto in questo caso :) ) e cosi’ fu quel giorno di febbraio del nuovo anno.

Qui di seguito una breve testimonianza dei fatti accaduti.

Prosegui la lettura…

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Alifa affronta un terribile pericolo!

13 marzo 2009

Come nelle piu’ classiche sceneggiature dei cartoon anni 80 un terribile mostro e’ apparso sulle coste del Giappone!

Il suo nome e’ PinkCow, la mucca rosa, giunta sulla Terra al soldo di malefici invasori.

Solo l’intrepida Alifa ha avuto il coraggio di affrontarla e dopo una lunga battaglia ha deciso di farla finita

facendoci amicizia!

Grande Alifa, continua cosi’, difendi il nostro pianeta!

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