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Archivio per la categoria ‘Cultura Cinofila’

Il dobermann impazzisce?

12 maggio 2009

Leggenda metropolitana:


Ma e’ vero che in un’eta’ compresa tra i 4 e i 6 anni, ci sono ottime probabilita’ che ad un dobermann il cervello cresca piu’ della scatola cranica che lo contiene e di conseguenza impazzisca diventando improvvisamente aggressivo e pericoloso?

Normalmente questa e’ la seconda domanda che mi viene posta quando Alifa incontra qualcuno totalmente all’oscuro di cosa sia un cane ed in particolare un dobermann, (la prima domanda e’ relativa al taglio delle orecchie!!!).
Ho sempre considerato queste persone completamente incapaci di usare il proprio di cervello, tanto grosso quanto inutile, e ho notato anche che il sotto vuoto spinto della loro mente e’ direttamente proporzionale alla loro permalosita’.

Credo quindi che buona parte di loro, con buona pace del resto del genere umano, non giungera’ a leggere fin qui per capire come stanno le cose.

La domanda che pone la leggenda metropolitana e’ decisamente posta male, ma se partiamo dal presupposto che ogni leggenda porta con se’ un fondo di verita’, allora diventa doveroso scoprire da dove trae origine o almeno provarci.

Per prima cosa cerchiamo di scoprire in che epoca questa leggenda ha cominciato ad apparire.
Si tratta di una storia tramandata oralmente della quale non vi e’ traccia, o almeno io non sono riuscito a trovarla in alcun testo scritto.
So pero’ che mio padre, all’inizio degli anni 70 ne era gia’ a conoscienza.
In second’ordine cerchiamo di capire se esite un fattore che possa provocare una sorta di pazzia nei cani .

Cio’ che piu’ si avvicina a quella che tra umani definiremmo con “pazzia” e’ quella forma di aggressivita‘ chiamata “idiopatica” che si manifesta in modo improvviso e senza alcun motivo scatenante apparente.
Vi sono parecchi studi a riguardo, ma sembra che siano ancora lontani dal capire quale sia la patologia che provoca questa aggressivita’ improvvisa; le teorie piu’ accreditate vogliono che si tratti di distimia bipolare ovvero lesioni a livello cerebrale, in particolare idrocefalie congenite o acquisite.

Trapped! Chi puo’ soffrire di questa patologia?


Secondo il dottor P. Neville le razze piu’ predisposte sarebbero i cocker spaniel, in particolare i fulvi, i mastiff dei pirenei e i bull terrier inglesi, mentre negli yorkshire terrier e jack russell terrier si sono manifestati solo casi sporadici.  Secondo il dottor Benjamin Hart i piu’ colpiti sarebbero invece dobermann, pastore tedesco, bovaro del bernese e bovaro delle fiandre.
[Benjamin Hart - The Behaviour of Domestic Animals  W. H. Freeman &Co., 1985]

Si noti come questo tipo di patologia piu’ che una predisposizione razziale si manifesta secondo una discendenza familiare, ossia segue delle linee di sangue, questo significa che l’aumento del numero di casi di certe malattie avviene per lo piu’ quando il mercato richiede un numero estremamente alto di esemplari rispetto alla media e allevatori privi di scrupoli e professionalita’ si cimentano nei piu’ improbabili accoppiamenti pur di portare a casa qualche quattrino.

Ma allora perche’ la leggenda parla solo di dobermann?La gang dei Dobermann

Per tutta un serie di motivi che provero’ ad elencare.
All’inizio degli anni 70, circa tra il 1971 e il 1977 gli esemplari di dobermann in Italia passarono da 394 a 6161, almeno quelli iscritti all’albo.
All’epoca era il cane di moda, il non plus ultra del cane da guardia e da difesa, il terrore dei giardini, un potente golem evocato a difesa della proprieta’.
Esattamente come accade oggi per i Pitt Bull Terrier e come capito’ un paio di decadi fa per i rottweiler chiunque sentisse il bisogno di una “macchina da guerra” al proprio servizio e contemporaneamente si ritrovava con grossi problemi legati alla propria sessualita’ ( forse sarebbe meglio dire “piccoli problemi”) si comprava un dobermann. Questa moda porto’ un vero flagello nella razza, una quantita’ di esemplari squilibrati, trattati nel peggiore dei modi, percossi, mantenuti alla catena e resi appositamenti aggressivi cominciarono a popolare il nostro paese.
Questo fu sicuramente il motivo principale della diffusione della leggenda.

Per fortuna questo scempio non duro’ a lungo, e grazie soprattuto all’inestimabile lavoro dell’AIAD
la razza dobermann e’ tornata in breve tempo ai suoi antichi splendori.
La moda duro’ una decina d’anni e dal 1978 al 1983 gli esemplari si ridussero da 5808 a 1404.

amazing_dobermansUn secondo ed importante fattore che procuro’ fama imperitura a questa leggenda fu senz’altro Hollywood; oggi diremmo i media!.
A partirire dal 1972 con l’ormai cult movie “la gang dei dobermann” proliferarono tutta una serie di B-Movie con i nostri amati come terribili protagonisti. La gang dei dobermann colpisce ancora del 1973, Il supercolpo dei 5 dobermann d’oro del 1976, Zoltan il cane di Dracula del 1978 e mille altri, tanto che mi stupisco di non aver trovato qualche commistione con i film di Kung-Fu!!
A questi non dimentichiamo di aggiungere lo sterminato elenco di ogni dannatissimo film con i Nazisti, che non si facevano certo mancare un bel branco di ferocissimi dobermann pronti a mostrare i loro dentacci a chiunque gli passasse sotto il naso.
Il piu’ celebre credo proprio fosse I ragazzi venuti dal Brasile del 1978 dove si racconta del Dottor Josef Mengele che ,scappato in sud america dopo la vittoria degli alleati sul nazismo, cercava attraverso esperimenti di clonazione di far rivivere il Fhurer.

Ecco allora che gli ingredienti per la leggenda metropolitana cominciano tutti ad affiorare: Ignoranza, superstizione, paura dell’ignoto e ricordando che una menzogna ripetuta cento volte diventa una verita’ assoluta si capisce come la leggenda abbia avuto inizio e purtroppo difficilmente avra’ fine.

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Il cane nell’antichita’

25 marzo 2009

Cane e uomo, un binomio che vive e lavora insieme da millenni.
Le origini del cane sono un tema discusso sul quale solo recentemente si e’ potuto fare chiarezza.
Grazie a particolari ricerche scientifiche sul DNA dei lupi si e’ venuto a sapere che la differenza tra il patrimonio genetico del cane e quello del lupo e’ solo del 2%, esattamente la medesima differenza che corre tra l’uomo ed alcuni primati superiori; questo dato risulta quindi in contrasto con le teorie che vogliono il cane discendere da una molteplicita’ di specie diverse.

L’intenzione di questa serie di articoli pero’ non vuole esaminare quelle che sono le origini biologiche del cane, quanto piuttosto scoprire quanto forte sia sempre stato il legame tra l’uomo ed il suo migliore amico attraverso la testimonianze raccolte da fonti eterogenee.

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Vista dorsale di a: un cane di Goyet b+c Teschi di lupo

Vista dorsale di a: un cane di Goyet b+c: Teschi di lupo

I primi esempi di cani addomesticati sembrano risalire ad un’epoca estremamente remota: gli ultimi studi portati avanti da  Dienkes e John Hawks farebbero risalire a 31,700 anni fa i resti  ritrovati in Belgio nella grotta di Goyet.

Questa scoperta, se confermata da ulteriori riscontri, sarebbe estremamente interessante poiche’ porterebbe avanti l’ipotesi di sostanziali differenze tra i Neanderthaliani e i popoli del primo paleolitico superiore e porterebbe ad un salto di circa 17.700 anni indietro la prima domesticazione canina, addirittura prima della renna, animale che finora detiene il record di piu’ antica creatura domestica.

Sembra infatti che la renna venne addomesticata nel periodo Magdaleniano, periodo che va dai 20000 ai 10000 anni fa, quando probabilmente le antiche popolazioni europee si spostavano seguendo le grandi mandrie, utilizzando le renne per la produzione di latte e per cibarsene, una simbiosi utile anche alle stesse renne che vedevano cosi’ ridurre il numero di predatori attorno a loro.

Sepoltura Natufiana

Sepoltura Natufiana

La prima testimonianza di un legame nuovo, più profondo, tra uomo e cane, lo troviamo nella cultura natufiana, risalente a 12000 anni fa, lo stretto legame con questo animale è evidente in una tomba del sito di Ain Mallaha, nella parte settentrionale di Israele, datata intorno a 12.000 anni fa, in cui un uomo anziano accarezza un giovane cane con la mano sinistra.

Saltiamo qualche millennio per ritrovarci nell’antico Egitto.
Fin dall’epoca predinastica durante il periodo di Naqada II (3500-3000 BC) ritroviamo
rappresentazioni murali (Asmolean Palette e Hunting Palette) con cani come protagonisti.

Il cane ha sempre avuto un ruolo molto particolare nella cultura egiziana; pur non avendo mai potuto raggiungere la popolarita’ e l’importanza del “nemico” gatto, occupava sia la posizione di subalterno che quella di divinita’ degli inferi, una duplicita’ raramente riscontrata in altre culture.
Nonostante nella vita quotidiana i cani non fossero tanto amati quanto i gatti, li ritroviamo comunque mummificati nelle tombe dei loro padroni e a volte addirittura posti all’interno delle loro bare.

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Gli esempi piu’ numerosi di convivenza nell’antichita’ li troviamo sicuramente all’interno della civilta’ romana.
Importati prima da Alessandro Magno dall’India e acquisiti poi tra i confini dell’impero romano fanno la loro comparsa i molossi, utilizzati sia per la caccia che nelle arene sono diventati sempre piu’ presenti nelle case romane.
Famosi sono i  mosaici pompeiani che ritraggono cani di ogni sorta con la dicitura usata ancor oggi fuori dagli ingressi delle nostre case: Cave Canem (Attenti al Cane).
Furono poi i romani ad attivare per primi in modo sistematico ed organzizzato la raccolta di cani di razza da utilizzare per i piu’ disparati scopi e ad introdurre un primo abbozzo di classificazione delle razze dividendo i cani in tre categorie principali: Canes vanatici, Canes pastorales e Canes villatici.

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