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Posts Tagged ‘Avventure di Alifa’

ZTP Oviglio

6 giugno 2009

Alifa e la piccola di MonicaE’ da quando ho deciso di prendermi cura della piccola Alifa che ci stavo pensando:

Alifa Al Farkadain del Fiorsilva diventera’ una dobermann D.O.C?

Per saperlo non avevo altra scelta che prendermi la briga di scavare nei meandri della rete in cerca degli appassionati della razza e passare a vedere cosa combinano nel mondo reale.

Attraverso la newsletter del sito ufficiale dell’A.I.A.D. (Associazione italiana amatori Dobermann) vengo a sapere che ci sara’ una prova ZTP (Zucht Tauglichkeits Prüfung) ovvero una prova di idoneità alla riproduzione ad Oviglio in provincia di Alessandria. Le informazioni sono decisamente stringate, un luogo ed una data, punto.

Nessun orario, nessun contatto.
Ho decisamente l’impressione di trovarmi di fronte ad un messaggio scambiato tra eletti, della serie se sei del giro non hai bisogno di chiedere, se non lo sei non hai bisogno di sapere.turista

Poco male, ho infilato il costume da turista: calzoncini, camicia hawaiana, macchina fotografica al collo, cappello di paglia e l’immancabile  cocktail con ombrellino e sono partito, il peggio che poteva capitarmi era di essere preso a pedate e scacciato in malo modo, si sa che i turisti non sono sempre i benvenuti :P

Dopo un’oretta di autostrada spazzata da un vento allucinante, giungo a destinazione e chiedo informazioni al miglior conoscitore degli eventi di zona (il benzinaio del paese) che mi indica con sicurezza ed entusiasmo il campo sportivo a poche decine di metri dall’ingresso del paese.

Parcheggio, ed insieme alla “patussina” ci piazziamo davanti al cancello del campo con la stessa espressione che hanno quei pensionati che trovi a bordo strada dopo che ti hanno tamponato in auto, pronti a ficcare il naso negli affari degli altri solo perche’ non hanno nulla di meglio da fare tutto il giorno.

img_0367Veniamo accolti in modo cortese da Diego Superina, un noto e, a quanto mi hanno detto, estremamente bravo figurante e senza indugi e soprattutto senza sapere con chi stavo parlando, calo la maschera, chiudo l’ombrellino di legno e mi paleso come un dannato ficcanaso.

Diego mi avvisa che per problemi tecnici la prova ZTP e’ saltata, ma se gradiamo assistere agli allenamenti io e la piccola siamo i benvenuti, colgo l’occasione al balzo e mi accuccio in un angolo appena fuori tiro.

In attesa degli eventi mi accingo a fare due chiacchiere con Monica, un’allevatrice di dobermann della zona.

Monica mi viene incontro con una dei suoi gioiellini, quatro mesi di cucciolotta con i dentini da latte che stanno venendo via, situazione che io e Alifa ben conosciamo!

Alifa fa subito amicizia e scambia qualche affettuosita’ sotto la panchina su cui noi grandi siamo seduti a parlottare.

Molto gentile e disponibile a rendermi edotto su cio’ che sta avvenendo in campo Monica sembra anche decisamente paziente nel rispondere alle mie domande da novellino, soprattutto mi tranquillizza facendomi capire che pur essendo lo ZTP una prova che non  necessita di un addestramento intenso per essere affrontata, tutto cio’ che si fa con il cane si fa con la massima attenzione e cura verso l’animale.
Ogni dettaglio e’ curato per stimolarlo in modo positivo, attraverso il gioco e l’istinto predatorio, senza mai creare il benche’ minimo trauma fisico o psicologico.

Chiacchiera dopo chiacchiera senza nemmeno rendercene conto ci troviamo in campo anche noi.

Pochi minuti di gioco con un bel salsicciotto imbottitto e vedo Alifa trasformarsi, eccitata e scodinzolante nel cercare di acchiapparlo, felice e fiera nel portarlo in giro per il campo, si mostrava a tutti  impettitta con la sua tipica espressione in cerca di complimenti, conscia di aver fatto un ottimo lavoro.

Per essere stata la nostra prima esperienza, seppur breve e fugace, devo ammettere di aver trovato note decisamente positive.

Vedremo come andra’ avanti, appuntamento al prossimo 18 Luglio. Il luogo ancora non lo conosco, e per ulteriori dettagli chissa’ se ne trovero’ :)

drpiyoz Avventure di Alifa, ZTP , , , , , , , , ,

La casa natia

4 giugno 2009

Eccoci che si parte, direzione paese natale!

Salgo in macchina, ormai ci sto facendo l’abitudine, e nonstante la becera musica di sottofondo cerco di rilassarmi.

Man man che passano i minuti comincio a provare una sensazione familiare, gli alberi e le case che scorrono di lato mi fanno sentir voglia di mamma.

Quando e’ ora di scendere si accende una lampadina nella mia testa, l’odore del luogo lo riconosco benissimo e la mia coda, seppur piccola, comincia a muoversi da sola.

Sono tornata da Boris! Qui passai i miei primi giorni di vita, dei quali sinceramente non ho ricordi lucidi, solo una strana sensazione di calore, un gusto di metallo arrugginito sulla lingua e il profumo di mamma nel naso.

E’ proprio Boris sulla soglia ad accogliermi, senza rendermene conto comincio a saltare piu’ in alto che posso per festeggiare l’incontro. Libera nel giardino, mi aggiro alla ricerca di sapori quasi dimenticati che mi travolgono ad ogni respiro.

Purtroppo , nonostante la piacevole situazione, la mamma non c’e’. Chissa se un giorno la rivedro’, se la riconoscero’ tra mille e se ricevero’ da lei una di quelle amorose musate?

Inebriata dall’erba mi rotolo felice; un salto in braccio a Ivan e si riparte.

a presto Boris, ci vediamo il mese prossimo!

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Oddio che mal di denti!!!

28 maggio 2009

alifa_con_il_mal_di_dentiUn afoso pomeriggio primaverile, usciamo e subito qualcosa non torna.  Ivan mi carica in macchina e cerca di convincermi con le buone a salire invece che prendermi in braccio come al solito.

Strano.

Strano anche il fatto che si prenda l’auto e non si vada a piedi;  pensavo ingenuamente, magari si va da mamma Almara a mangiare la pappa oggi :)

Ivan imbocca una strada a me nota, anche se non realizzo subito dove vuole portarmi.

Parcheggia, facciamo due passi in un praticello un po’ spoglio e poi ci dirigiamo dal veterinario.

Quel luogo, detto sinceramente, non e’ che mi entusiasmi granche’, ma non posso neanche dire di essermi trovata male le ultime volte che ci andai.

Visitina di controllo, giusto per vedere se e’ tutto ok.

A quanto pare era quasi tutto ok.

Davide, il dottore dalle mani enormi, mi apre la bocca e ci comunica che i canini da latte non si sono ancora staccati, mentre quelli definitivi hanno gia’ fatto la loro comparsa; bisogna strapparli e subito.

Non faccio a tempo a dire bau che ho gia’ un ago infilato nel sedere e tempo pochi minuti mi assale un torpore di quelli pesanti, un sonno da dopo pasto per capirci.

Mi sveglio qualche tempo dopo in macchina, con un giramento di testa terribile, una sensazione di gomma in tutta la bocca, coperta da un fastidio crescente che sento ancora lontano ma che presto arrivera’ a far male, lo so.

Mi hanno infilato una specie di cacciavite sotto i denti per aprire la gengiva e poi hanno strappato via i lattosi con le pinze. Che spettacolo cruento per una piccola di cinque mesi, meno male che dormivo!

Arriviamo a casa, insisto per scendere con le mie zampe dall’auto ma barcollo, sbando e mi accascio priva di forze.

Caricata in spalla vengo depositata direttamente in cuccia e prima di finire queste due righe gia’ mi sono addormentata di nuovo.

Beh, buonanotte cari, ci vediamo domani con due canini in meno e tanta tanta fame in piu’.

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Arrivederci Biagio

11 aprile 2009

Ciao Biagio, sei stato un compagno fedele e premuroso per il tuo padrone ed un ottimo amico per il mio cucciolo Mizar.

Ti auguro di ritrovarli entrambi e di passare il resto del tuo tempo insieme a loro.

Un giorno, sono certo, ci rivedremo e giocheremo di nuovo insieme.

Un abbraccio.

Ivan

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La porta magica

25 marzo 2009
Le fauci del mostro

Le fauci del mostro

Fin dal primo giorno, quando arrivai nella mia nuova dimora notai qualcosa di strano.  Come vi raccontai rimasi sbigottita davanti alle fauci di un terribile mostro che cercava di ingoiarmi e lottai con tutta la forza che puo’ avere una cucciola per non farmi fagocitare.

Come spesso accade quando ci troviamo in una situazione nuova e sconosciuta, diventiamo facilmente  preda delle nostre paure.

Oggi pero’ le cose sono  decisamente diverse: quello che mi sembrava un momento drammatico ha piano piano assunto le prerogative tipiche della magia.

fairy gates

fairy gates

Quelle che una volta mi sembravano mandibole feroci oggi mi appaiono come cancelli fatati; una volta entrati, queste porte magiche si chiudono e basta lanciar loro un paio di abbaiate  ed ecco che, di volta in volta, appaiono luoghi diversi e pieni di sorprese.

Il mio cancello magico  preferito e’ quello che mi teletrasporta direttamente al parchetto! Sapete com’e’ ci sono spesso emergenze fisiche che vanno espletate e non c’e’ nulla di meglio che un po’ di erbetta fresca per liberarsi di certi impedimenti! :)

Poi c’e’ quello piu’ piccolo, un po’ angusto devo dire, ma che riserva sempre una sorpresa:

quando si riapre a volte mi ritrovo nella mia seconda casa, quella grande, dove c’e’ Mamma Almara che mi accoglie sempre in  grande stile, mi coccola e mi riempie di regali; quando arrivo da lei e’ sempre festa e ci  divertiamo a scorrazzare insieme   sul tetto circondato di piante.

Altre volte invece, specialmente nelle ultime sere, mi ritrovo trasporta nell’abitazione della Zia Lella, di lei gia’ vi parlai e vi dissi di quanto godo a mordicchiarla dappertutto!  Spero non se ne abbia a male !

Scotty teletrasporto!

Scotty teletrasporto!

Pur mantenendo  un’espressione sempre un po’ stupita ormai sto facendo l’abitudite a certe stranezze, chiamo Scotty con un bau per farmi portare la’ dove nessun cane e’ giunto prima! (forse) :)

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Il mio terzo mese

23 marzo 2009
Frenesia di Alifa
Frenesia di Alifa

Oggi compio tre mesi. Mi sembra una data degna da ricordare.

Negli ultimi giorni la vita si e’ fatta frenetica ma tutto sommato regolare, pensavo le cose fossero piu’ facili nel mondo esterno, ma evidentemente mi sbagliavo. Ho conosciuto un sacco di persone, tante e cosi’ in fretta che a fatica ricordo il loro odore. Alcune pero’ devo dire hanno lasciato una certa impronta sul mio naso.

Vi raccontero’ della Zia Lella, l’unica che riesce ad attivare al massimo la  mia sconfinata voglia di fare casino, adoro saltarle addosso e mangiare i suoi capelli, leccarle la faccia e correrle attorno, ha un modo di fare estremamente divertente!

Poi ci sono gli amici di Ivan, arrivati alla spicciolata, uno di loro, dall’altezza smisurata ha addirittura portato un peluche di carne e ossa, odorava di latte e di buono. Lo chiamano Claudio. Ero un po’ imbarazzata, avrei voluto leccarlo da cima a fondo per sentire un po’ com’era, ma l’occasione non e’ stata propizia, mi riprometto una seconda passata appena lo incontro di nuovo.

In ultime, ma  solo in ordine di tempo, tre fanciulle, passate come un temporale estivo in un caldo pomeriggio, all’imbrunire  sono scomparse nel nulla cosi’ come sono arrivate, cariche di feste e di coccole, piene di entusiasmo al solo vedermi, come se aspettassero da tempo di potermi abbracciare.

A tutti quelli che ho incontrato e a cui non dedico oggi qualche riga, non si dispiacciano e non siano tristi, avremo occasione di conoscerci piu’ a fondo presto.

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Alifa affronta un terribile pericolo!

13 marzo 2009

Come nelle piu’ classiche sceneggiature dei cartoon anni 80 un terribile mostro e’ apparso sulle coste del Giappone!

Il suo nome e’ PinkCow, la mucca rosa, giunta sulla Terra al soldo di malefici invasori.

Solo l’intrepida Alifa ha avuto il coraggio di affrontarla e dopo una lunga battaglia ha deciso di farla finita

facendoci amicizia!

Grande Alifa, continua cosi’, difendi il nostro pianeta!

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L’incontro con Jethro

10 marzo 2009

jethrotullAmici, parola ancora tutta da scoprire ma di sicuro ci sono occasioni in cui ne riconosci uno a prima vista.

Sono pochi giorni che me ne vado a spasso per il Vigentino e ancora non sono brava a trattare con gli estranei.  Ho una certa timidezza nell’approcciare i miei simili, dovuta specialmente alle mie ancora piccole dimensioni.  Con la maggior parte dei cani che incontro non scambio piu’ di pochi saluti facendo capire loro che sono cucciola e non e’ il caso di essere troppo irruenti.

Temo che qualcuno mi abbia scambiato per una cagnetta un po’ snob :) .
Quando vidi Jethro, un molosso grande e grosso col cuore da cucciolo, la questione fu radicalmente diversa.

L’entusiasmo di Ivan e dei suoi padroni, Silvia e Marco ci ha contagiati ancor prima di venire a contatto.

Jethro mi ha accolta come nessun altro, feste e inviti al gioco cosi’ rassicuranti che non ho saputo resistere, ho iniziato a saltare e a leccarlo ovunque mi capitasse mentre Jetrho cercava di abbassarsi alla mia altezza strisciando quel suo enorme torace sull’erba e infilando il muso sotto il mio.

Sono certa che in quel momento e’ nata una bella amicizia che durera’ molto a lungo.

Non vedo l’ora di rivederlo e intanto canticchio…

Aqualung my friend
don’t start away uneasy
you poor old sod, you see, it’s only me.

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L’incontro con Biagio

9 marzo 2009

Yahhhaaawwnn!!!  Che sonno! Ho appena fatto i miei bisogni sul pavimento che bisogno c’e’ di uscire?

A volte Ivan proprio non lo capisco!

E’ appena spuntato il sole e il massimo che posso fare e’ dare una mozzicata alla mia pallina rossa e blu e invece mi tocca andare al parco quando so benissimo che a quest’ora non c’e’ nessuno. Uff!

Oggi Ivan  ha decisamente fretta, sara’ perche’ fuori fa un freddo terribile o sara’ perche’ l’ho svegliato piu’ volte questa notte ma la giornata comincia storta.

C’e’ di buono che ogni volta che mi siedo indispettita Ivan mi chiama a se’ ed arriva un bel bocconcino!

La strada sembra la solita di ieri e ieri l’altro ma stranamente non ci fermiamo e continuiamo a camminare.

Guingiamo dopo poco ad un parco gigantesco, pieno di gente e di cani, mai visto nulla di simile! [non che la mia esperienza attuale mi permetta troppi confronti ;) ]

Faccio conoscienza con molti nuovi amici, tanti che non riesco a ricordarne i nomi.

Ma ecco che anche oggi mi si propone un incontro eccezionale.
Lungo la via si avvicina con passo lento lento un cagnone dalle dimensioni eccezionali ha lo stesso aspetto di una femmina appena conosciuta ma e’ decisamente piu’ grande. Il muso schiacciato da pugile occchi scuri come nocciole ed il muso bianco da cane anziano.

Si avvicina sboffonchiando, mi annusa e si presenta: ” Ciao piccola, sono Biagio e…”, prende un respiro,  “ma quello e’ Ivan?”

Gli rispondo che si’ il mio padrone si chiama proprio cosi’ e che io mi chiamo Alifa e sono nuova del quartiere.

Biagio, prende un nuovo  lungo respiro, si scrolla un pochino e allontana lo sguardo come a fissare un lontano passato.

“Va tutto bene Biagio?”

“Si piccola”, mi risponde,”tutto bene. Ora mi vedi cosi’ un po’ acciaccato dall’eta’ e dal cuore che non funziona piu’ tanto bene ma devi sapere che un tempo io e il tuo padrone ci vedevamo molto spesso.”

Curiosa come un qualcosa che dentro di me so’ gia’ di odiare profondamente; non attendo un solo secondo per chiedere di piu’.

“Ivan portava a spasso uno dei miei piu’ cari amici, il suo nome era Mizar ed era un dobermann proprio come te. Ci incontravamo il piu’ delle volte nei campi di granturco che si trovano poco distante da qui e passavamo ore a giocare insieme come fratelli. Sai tra noi maschi e’ difficile che si crei tanta sintonia, ma tra noi, forse per ragioni d’eta’ o di semplice empatia tutto e’ sempre filato a meraviglia.”

Il racconto si interrompe di nuovo, Biagio affaticato assapora il ricordo con la lingua e con lo sguardo e mi annusa con garbo.

“Hai il suo stesso odore” mi dice. “Anche se puzzi ancora di latte!” e alzando il muso sembra ridersela tra i denti.

Il racconto si fa via via piu’ lento, quanto piu’ i ricordi di Biagio si fanno vivi nella sua memoria, mi racconta di quando vide l’ultima volta Mizar, saranno un passati un paio d’anni, aveva lo stesso respiro affannoso e aveva perso lo smalto di un tempo ma manteneva comunque inalterata la voglia di lottare con lui, anche se per pochi minuti.

Da quella volta non lo vide piu’.

Biagio butta un’occhiata su di me  e si allontana calmo con un dolce ricordo nella mente.

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Un mondo enorme

8 marzo 2009

Di ieri ricordo poco e nulla. L’unica cosa che so e’ che mi sono svegliata con un gran mal di pancia e una sensazione di spaesamento totale.

Non riesco a credere ai miei occhi, i miei fratelli dove sono?

Sbadiglio, mi stiracchio e mi do una grattata alle orecchie, anche una leccatina al sedere non ci starebbe male, ma la terra si allontana e mi trovo tra le braccia dell’omone.

Tutto sommato, nonostante sia mattina presto, ha un buon odore  ed e’ caldo, si merita proprio un paio di leccate sulla barba.

Rimane pero’ il fatto che non ho capito dove sono.

Ivan, questo e’ il nome dell’omone, con voce calma mi da il buon giorno, mi tiene in braccio e mi accarezza dolcemente.  Dice che e’ ora di andare al parco.

La strada verso l’erbetta e’ veramente lunga e faticosa, usciamo da un enorme cancello nero.
Sono terrorizzata, muri altissimi mi circondano e un corridoio lungo e ancora buio si para davanti a me.

Entriamo in  una gabbia che pare la bocca di un mostro gigante e l’unica cosa che mi viene da fare e’ piangere disperata, come usciremo di qui?

Passano istanti lunghi come la mia breve vita e  le fauci del mostro si aprono facendo apparire la luce mattutina.

L’aria sa di fresco, pungente e frizzante, il mio corpo trema non so se per il freddo o per la paura o per entrambe le cose.

Nonostante gli abbracci e quei buonissimi bocconi passati da Ivan la situazione non migliora.

Creature d’acciaio, immobili e silenzionse, coprono la vista ad ogni cosa.  Ivan si avvia e cerca di tranquillizzarmi ogni qual volta mi paralizzo davanti al passaggio di una di quelle creature;  non avrei mai pensato potessero muoversi con tanta rapidita’ e tanto frastuono!

Mi sento cosi’ piccola! Ogni cosa qui attorno e’ piu’ grande di me e a forza di guaire sono stremata dalla stanchezza, adesso mi siedo e non mi muovo piu’!

L’ultimo tratto di strada lo faccio in braccio a Ivan, tremo e brontolo, non ho proprio voglia di star qui, vorrei solo rifugiarmi in un posto sicuro, magari nella mia nuova cuccia e accoccolarmi su quel morbido cuscino.

Il sole e’ ancora debole e lo si vede spuntare timido timido dalla cima di palazzi altissimi.

Il primo bagliore illumina un angolo di prato che trasuda rugiada,  appoggio le zampe a terra e vengo pervasa da una improvvisa sensazione di benessere.  Sono irresistibilmente attirata dal profumo di terra ed erba e finalemnte mi rilasso facendomi coccolare dal flebile tepore che sale dal terreno.

Faccio pipi’.

Tra me e me penso che questo posto non e’ affatto male, rimango qui finche’ il sole non e’ alto nel cielo, gioco, corro, mi rotolo e cerco di recuperare qualche biscotto e qualche complimento. Intorno a me aumenta il via vai di gente e di cani, incredibilemte tutti curiosi di conoscermi e tutti delicati nel salutarmi, chi con mani, chi con musi e zampe.

La paura di questa mattina sembra svanita nel nulla, certo dovro’ abituarmi a questo strano mondo, ma ora ho fame
e a questo caos ci pensero’ un’altra volta.

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