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Posts Tagged ‘Racconti’

Arrivederci Biagio

11 aprile 2009

Ciao Biagio, sei stato un compagno fedele e premuroso per il tuo padrone ed un ottimo amico per il mio cucciolo Mizar.

Ti auguro di ritrovarli entrambi e di passare il resto del tuo tempo insieme a loro.

Un giorno, sono certo, ci rivedremo e giocheremo di nuovo insieme.

Un abbraccio.

Ivan

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Il mio terzo mese

23 marzo 2009
Frenesia di Alifa
Frenesia di Alifa

Oggi compio tre mesi. Mi sembra una data degna da ricordare.

Negli ultimi giorni la vita si e’ fatta frenetica ma tutto sommato regolare, pensavo le cose fossero piu’ facili nel mondo esterno, ma evidentemente mi sbagliavo. Ho conosciuto un sacco di persone, tante e cosi’ in fretta che a fatica ricordo il loro odore. Alcune pero’ devo dire hanno lasciato una certa impronta sul mio naso.

Vi raccontero’ della Zia Lella, l’unica che riesce ad attivare al massimo la  mia sconfinata voglia di fare casino, adoro saltarle addosso e mangiare i suoi capelli, leccarle la faccia e correrle attorno, ha un modo di fare estremamente divertente!

Poi ci sono gli amici di Ivan, arrivati alla spicciolata, uno di loro, dall’altezza smisurata ha addirittura portato un peluche di carne e ossa, odorava di latte e di buono. Lo chiamano Claudio. Ero un po’ imbarazzata, avrei voluto leccarlo da cima a fondo per sentire un po’ com’era, ma l’occasione non e’ stata propizia, mi riprometto una seconda passata appena lo incontro di nuovo.

In ultime, ma  solo in ordine di tempo, tre fanciulle, passate come un temporale estivo in un caldo pomeriggio, all’imbrunire  sono scomparse nel nulla cosi’ come sono arrivate, cariche di feste e di coccole, piene di entusiasmo al solo vedermi, come se aspettassero da tempo di potermi abbracciare.

A tutti quelli che ho incontrato e a cui non dedico oggi qualche riga, non si dispiacciano e non siano tristi, avremo occasione di conoscerci piu’ a fondo presto.

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L’incontro con Jethro

10 marzo 2009

jethrotullAmici, parola ancora tutta da scoprire ma di sicuro ci sono occasioni in cui ne riconosci uno a prima vista.

Sono pochi giorni che me ne vado a spasso per il Vigentino e ancora non sono brava a trattare con gli estranei.  Ho una certa timidezza nell’approcciare i miei simili, dovuta specialmente alle mie ancora piccole dimensioni.  Con la maggior parte dei cani che incontro non scambio piu’ di pochi saluti facendo capire loro che sono cucciola e non e’ il caso di essere troppo irruenti.

Temo che qualcuno mi abbia scambiato per una cagnetta un po’ snob :) .
Quando vidi Jethro, un molosso grande e grosso col cuore da cucciolo, la questione fu radicalmente diversa.

L’entusiasmo di Ivan e dei suoi padroni, Silvia e Marco ci ha contagiati ancor prima di venire a contatto.

Jethro mi ha accolta come nessun altro, feste e inviti al gioco cosi’ rassicuranti che non ho saputo resistere, ho iniziato a saltare e a leccarlo ovunque mi capitasse mentre Jetrho cercava di abbassarsi alla mia altezza strisciando quel suo enorme torace sull’erba e infilando il muso sotto il mio.

Sono certa che in quel momento e’ nata una bella amicizia che durera’ molto a lungo.

Non vedo l’ora di rivederlo e intanto canticchio…

Aqualung my friend
don’t start away uneasy
you poor old sod, you see, it’s only me.

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L’incontro con Biagio

9 marzo 2009

Yahhhaaawwnn!!!  Che sonno! Ho appena fatto i miei bisogni sul pavimento che bisogno c’e’ di uscire?

A volte Ivan proprio non lo capisco!

E’ appena spuntato il sole e il massimo che posso fare e’ dare una mozzicata alla mia pallina rossa e blu e invece mi tocca andare al parco quando so benissimo che a quest’ora non c’e’ nessuno. Uff!

Oggi Ivan  ha decisamente fretta, sara’ perche’ fuori fa un freddo terribile o sara’ perche’ l’ho svegliato piu’ volte questa notte ma la giornata comincia storta.

C’e’ di buono che ogni volta che mi siedo indispettita Ivan mi chiama a se’ ed arriva un bel bocconcino!

La strada sembra la solita di ieri e ieri l’altro ma stranamente non ci fermiamo e continuiamo a camminare.

Guingiamo dopo poco ad un parco gigantesco, pieno di gente e di cani, mai visto nulla di simile! [non che la mia esperienza attuale mi permetta troppi confronti ;) ]

Faccio conoscienza con molti nuovi amici, tanti che non riesco a ricordarne i nomi.

Ma ecco che anche oggi mi si propone un incontro eccezionale.
Lungo la via si avvicina con passo lento lento un cagnone dalle dimensioni eccezionali ha lo stesso aspetto di una femmina appena conosciuta ma e’ decisamente piu’ grande. Il muso schiacciato da pugile occchi scuri come nocciole ed il muso bianco da cane anziano.

Si avvicina sboffonchiando, mi annusa e si presenta: ” Ciao piccola, sono Biagio e…”, prende un respiro,  “ma quello e’ Ivan?”

Gli rispondo che si’ il mio padrone si chiama proprio cosi’ e che io mi chiamo Alifa e sono nuova del quartiere.

Biagio, prende un nuovo  lungo respiro, si scrolla un pochino e allontana lo sguardo come a fissare un lontano passato.

“Va tutto bene Biagio?”

“Si piccola”, mi risponde,”tutto bene. Ora mi vedi cosi’ un po’ acciaccato dall’eta’ e dal cuore che non funziona piu’ tanto bene ma devi sapere che un tempo io e il tuo padrone ci vedevamo molto spesso.”

Curiosa come un qualcosa che dentro di me so’ gia’ di odiare profondamente; non attendo un solo secondo per chiedere di piu’.

“Ivan portava a spasso uno dei miei piu’ cari amici, il suo nome era Mizar ed era un dobermann proprio come te. Ci incontravamo il piu’ delle volte nei campi di granturco che si trovano poco distante da qui e passavamo ore a giocare insieme come fratelli. Sai tra noi maschi e’ difficile che si crei tanta sintonia, ma tra noi, forse per ragioni d’eta’ o di semplice empatia tutto e’ sempre filato a meraviglia.”

Il racconto si interrompe di nuovo, Biagio affaticato assapora il ricordo con la lingua e con lo sguardo e mi annusa con garbo.

“Hai il suo stesso odore” mi dice. “Anche se puzzi ancora di latte!” e alzando il muso sembra ridersela tra i denti.

Il racconto si fa via via piu’ lento, quanto piu’ i ricordi di Biagio si fanno vivi nella sua memoria, mi racconta di quando vide l’ultima volta Mizar, saranno un passati un paio d’anni, aveva lo stesso respiro affannoso e aveva perso lo smalto di un tempo ma manteneva comunque inalterata la voglia di lottare con lui, anche se per pochi minuti.

Da quella volta non lo vide piu’.

Biagio butta un’occhiata su di me  e si allontana calmo con un dolce ricordo nella mente.

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Un mondo enorme

8 marzo 2009

Di ieri ricordo poco e nulla. L’unica cosa che so e’ che mi sono svegliata con un gran mal di pancia e una sensazione di spaesamento totale.

Non riesco a credere ai miei occhi, i miei fratelli dove sono?

Sbadiglio, mi stiracchio e mi do una grattata alle orecchie, anche una leccatina al sedere non ci starebbe male, ma la terra si allontana e mi trovo tra le braccia dell’omone.

Tutto sommato, nonostante sia mattina presto, ha un buon odore  ed e’ caldo, si merita proprio un paio di leccate sulla barba.

Rimane pero’ il fatto che non ho capito dove sono.

Ivan, questo e’ il nome dell’omone, con voce calma mi da il buon giorno, mi tiene in braccio e mi accarezza dolcemente.  Dice che e’ ora di andare al parco.

La strada verso l’erbetta e’ veramente lunga e faticosa, usciamo da un enorme cancello nero.
Sono terrorizzata, muri altissimi mi circondano e un corridoio lungo e ancora buio si para davanti a me.

Entriamo in  una gabbia che pare la bocca di un mostro gigante e l’unica cosa che mi viene da fare e’ piangere disperata, come usciremo di qui?

Passano istanti lunghi come la mia breve vita e  le fauci del mostro si aprono facendo apparire la luce mattutina.

L’aria sa di fresco, pungente e frizzante, il mio corpo trema non so se per il freddo o per la paura o per entrambe le cose.

Nonostante gli abbracci e quei buonissimi bocconi passati da Ivan la situazione non migliora.

Creature d’acciaio, immobili e silenzionse, coprono la vista ad ogni cosa.  Ivan si avvia e cerca di tranquillizzarmi ogni qual volta mi paralizzo davanti al passaggio di una di quelle creature;  non avrei mai pensato potessero muoversi con tanta rapidita’ e tanto frastuono!

Mi sento cosi’ piccola! Ogni cosa qui attorno e’ piu’ grande di me e a forza di guaire sono stremata dalla stanchezza, adesso mi siedo e non mi muovo piu’!

L’ultimo tratto di strada lo faccio in braccio a Ivan, tremo e brontolo, non ho proprio voglia di star qui, vorrei solo rifugiarmi in un posto sicuro, magari nella mia nuova cuccia e accoccolarmi su quel morbido cuscino.

Il sole e’ ancora debole e lo si vede spuntare timido timido dalla cima di palazzi altissimi.

Il primo bagliore illumina un angolo di prato che trasuda rugiada,  appoggio le zampe a terra e vengo pervasa da una improvvisa sensazione di benessere.  Sono irresistibilmente attirata dal profumo di terra ed erba e finalemnte mi rilasso facendomi coccolare dal flebile tepore che sale dal terreno.

Faccio pipi’.

Tra me e me penso che questo posto non e’ affatto male, rimango qui finche’ il sole non e’ alto nel cielo, gioco, corro, mi rotolo e cerco di recuperare qualche biscotto e qualche complimento. Intorno a me aumenta il via vai di gente e di cani, incredibilemte tutti curiosi di conoscermi e tutti delicati nel salutarmi, chi con mani, chi con musi e zampe.

La paura di questa mattina sembra svanita nel nulla, certo dovro’ abituarmi a questo strano mondo, ma ora ho fame
e a questo caos ci pensero’ un’altra volta.

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Il primo giorno di una nuova avventura

7 marzo 2009

Sembrava una giornata come le altre, sveglia la mattina presto, si evacua l’evacuabile e ci si lancia sulla solita scodella della colazione.

I miei fratelli erano gia’ in piedi da un pezzo e anche il grande Solo era gia pronto a darsi da fare.

Mai avrei immaginato che oggi sarebbe cambiata cosi’ radicalemnte la mia vita.

Quando il sole era gia’ alto la porta si e’ aperta per la scorrazzata mattutina e mi sono ritrovata davanti un omone grosso grosso.
Nessuna sorpresa, gia’ venne un paio di volte nelle settimane precedenti, ma dopo una breve visita se ne ando’.
Questa volta non era in compagnia della solita Signora tanto gentile, ma con lui c’era un uomo decisamente piu’ magro,
un po’ rigido sulle gambe ma altrettanto entusiasta di vedermi e baciarmi.

Lo chiamano Genz, Zio Genz.

Dopo qualche chiacchera tra Boris, l’unico uomo che abbia mai conosciuto, Ivan l’omone e lo Zio Genz noto che la loro attenzione si focalizza su di me.
L’omone mi prende in braccio, Boris mi bacia visibilmente commosso e insieme saliamo in macchina.

Solo allora capii di essere stata adottata.

Mi chiamo Alifa, ho dieci settimane di vita, sono una dobermann e questa e’ la mia avventura.

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